Dati Storici dell’Edizione
- Data Ufficiale: Sabato 20 Febbraio 1971
- Formula Iniziale: Una sola serata inaugurale (“Carnevale a Rio…ne Darsena”)
- Presidente del Comitato: Danilo Fedeli
- Sede Storica: Via Coppino ribattezzata «Avenida do Carnaval» e barconi nel Canale Burlamacca
- Fonte Documentale: Volume ufficiale 20 Anni di… Carnevaldarsena (1970–1990) e Carnevaldarsena, la storia continua (1970–2025), Selce Edizioni.
L’edizione del 1971 segna l’atto di nascita ufficiale del Carnevaldarsena (inizialmente battezzato «Carnevale a Rio…ne Darsena» o «Festa a Rio…ne Darsena»). Dopo la fondamentale “prova generale” dello spontaneo sabato 7 febbraio 1970, le condizioni politico-organizzative del Carnevale di Viareggio sollecitarono un intervento strutturato nel quartiere d’oltre Burlamacca.
1. Inquadramento Storico e Genesi Istituzionale
L’edizione del 1971 segna l’atto di nascita ufficiale del Carnevaldarsena (inizialmente battezzato «Carnevale a Rio…ne Darsena» o «Festa a Rio…ne Darsena»). Dopo la fondamentale “prova generale” dello spontaneo sabato 7 febbraio 1970, le condizioni politico-organizzative del Carnevale di Viareggio sollecitarono un intervento strutturato nel quartiere d’oltre Burlamacca.
Il 10 gennaio 1971, il Comitato Carnevale — guidato ad interim dal vicepresidente Adolfo Giusti a causa della grave malattia del leggendario presidente Alberto Sargentini (che sarebbe scomparso di lì a poche settimane) — convocò i rappresentanti storici delle istituzioni popolari darsenotte:
Il Comitato cittadino chiese ufficialmente al rione di farsi carico di una grande manifestazione popolare mascherata per rianimare l’entusiasmo della città, appesantito da anni di stanchezza delle sfilate tradizionali sui Viali a Mare. I tre esponenti darsenotti accettarono la sfida. Per garantire la sostenibilità finanziaria dell’impresa di fronte ai rischi economici, Pasquale Romani e l’A.M.A.P. firmarono da garanzia economica per coprire eventuali disavanzi.
La guida operativa ed esecutiva fu affidata a un leader vulcanico e visionario: l’imprenditore darsenotto Danilo Fedeli (titolare del Capannone di via Paolo Savi), affiancato da un nucleo di pionieri tra cui Lisandra Biagini, Benedetto Consorti, Brunello Puccetti (Pistò), Beppino Degli Innocenti, Lello Puccetti ed elettricisti comunali messi a disposizione dal municipio come Roberto Castelli.
- Pasquale Romani per l’A.M.A.P. (Associazione Mutua Assistenza Pescatori);
- Giuseppe Petrucci e Massimo Del Pistoia per il C.R.O. (Circolo Ricreativo Operaio Darsene);
- Giulio Ricci in rappresentanza degli Armatori della Pesca.
2. La Mobilitazione Popolare e il Proclama ai Darsenotti
Nei primi giorni di febbraio del 1971, il rione fu mobilitato attraverso un manifesto-appello affisso in ogni angolo della Darsena, concepito per responsabilizzare la popolazione:
««Cittadini della Darsena! Una grande responsabilità pesa sul nostro Rione. Le ultime speranze di ridare vita e colore al nostro Carnevale sono affidate a noi e alla nostra sensibilità. Il Comitato Carnevale ci ha chiamati a raccolta sabato prossimo 20 febbraio, per accogliere degnamente il nostro vero unico Re, che ci onorerà con la sua visita, arrivando dal mare. Si addobbino facciate e balconi, uffici e negozi, si dia nuova luce alle nostre strade, alle vetrine e alle barche. I ristoranti preparino i loro piatti più succulenti per i graditi ospiti! Il nostro motto sia: “Facciamo tutti qualcosa!” Darsenotti! Se risponderete all’appello il nostro prestigio sarà salvo. Altrimenti non ci laverà nemmeno l’acqua del mare!»»
Insieme ai manifesti, i volontari distribuirono nelle case pacchi di coriandoli e lettere di sottoscrizione. Via Coppino venne addobbata con ghirlande, luci essenziali montate da Roberto Castelli e festoni colorati (i cosiddetti farpali, ritagli di stoffa recuperati dai campionari della veleria di Benedetto Consorti e Lisandra Biagini). Con un tocco di goliardico esotismo e in omaggio alle notti sfavillanti del Brasile, la via centrale del quartiere venne ribattezzata “Avenida do Carnaval”.
3. Cronaca della Serata: Sabato 20 Febbraio 1971
La festa si svolse nell’unica, densissima serata di sabato 20 febbraio 1971, vigilia del terzo corso mascherato sui Viali a Mare.
- L’Arrivo dal Mare di Re Carnevale: Alle ore 19:00, le sirene dei pescherecci e delle motonavi ormeggiate nelle darsene suonarono all’unisono per 15 minuti, annunciando l’inizio del Baccanale. Re Carnevale — impersonato dal carismatico attore e cantante del teatro vernacolare viareggino Vittorio Cinquini — giunse dal mare a bordo del motopesca “Libeccio”, scortato da una flottiglia di pescherecci illuminati e impavesati a gran pavese.
- L’Accoglienza al Club Nautico: Il peschereccio attraccò alla banchina del Club Nautico, dove il sovrano fu accolto dalle note della Libecciata (la banda musicale ufficiale del Carnevale di Viareggio) e da una marea festante di maschere.
- Il Corteo e il Proclama del C.R.O.: Si formò un corteo che scortò Vittorio Cinquini fino al palco montato davanti al C.R.O. Darsene in via Coppino. Dal balcone/palco, Cinquini pronunciò il solenne discorso d’apertura, dichiarando aperta la festa e invitando il popolo alla spensieratezza e alla follia incondizionata.
4. Struttura della Festa, Cucine e Concorsi
L’architettura del primo Baccanale si basò su due pilastri fondamentali: il ballo spontaneo per strada e la gastronomia marinara essenziale ma verace.
1. I Punti Ballo: Vennero allestiti 5 punti ballo (o isole festaiole) lungo via Coppino e nei pressi del mercato del pesce, dove gruppi musicali e orchestrine animarono le danze all’aperto fino a notte fonda.
2. La Prima Cucinata Ufficiale: Lungo la via vennero montati i primi banchi gastronomici attrezzati. I piatti serviti alla folla comprendevano:
3. Concorso Balconi e Facciate Folli: Nacque la storica competizione tra gli abitanti per addobbare terrazzi e finestre. Tra le opere primatiste e più citate dell’edizione spicca l’addobbo “Burlamacco con la scimmia”.
- Fagioli cotti al forno e conditi;
- Arselle (telline) e muscoli (cozze) saltati sui bruciatori;
- Polpo bollito nei primi pentoloni d’alluminio;
- Fiumi di vino sfuso distribuito a prezzi popolari.
5. Impatto Sociologico e Riscontro di Stampa
Il successo del 20 febbraio 1971 fu travolgente e superò ogni aspettativa degli stessi organizzatori, trasformando quella che doveva essere una semplice festa di rione in un autentico fatto di costume sociologico. Per la prima volta, i viareggini non erano più spettatori passivi seduti sulle tribune a guardare i carri allegorici, ma diventavano essi stessi attori e protagonisti del Carnevale.
I quotidiani dell’epoca registrarono l’evento con toni entusiastici:
Danilo Fedeli, ricordando anni dopo quel debutto, riassunse la portata di quella serata con la sua celebre sintesi:
««Il 20 febbraio 1971, con cinque punti ballo ed una cucina a base di fagioli, arselle, muscoli, polpi e vino, scoprimmo gli ‘ingredienti’ per fare un carnevale popolare».»
L’edizione 1971 fissò le fondamenta indiscutibili di quello che, a partire dall’anno successivo (1972), si sarebbe strutturato nelle storiche “Tre Notti” del Baccanale della Darsena.
- ***La Nazione* (23 febbraio 1971)** titolò a tutta pagina: «Carnevaldarsena: una bomba! L’esplosione collettiva di entusiasmo e allegria popolare ha trascinato per le strade del rione in un folle carosello migliaia e migliaia di persone».
- ***Il Telegrafo* (23 febbraio 1971)** sottolineò la straordinaria affluenza nella zona portuale e il clima di fratellanza genuina che aveva unito lavoratori marittimi, cantieristi e cittadini di ogni estrazione sociale.
📸 Galleria Immagini & Vita di Strada
Scorci delle cucine di via Coppino, volti dei volontari e mascherate rionali certificate dall’Archivio Storico.



Dagli Archivi dei Giornali dell’Epoca
I testi integrali trascritti dagli articoli originali pubblicati sui quotidiani locali e sulla stampa darsena nel febbraio 1971:
“Carnevaldarsena”: una bomba!
L’esplosione collettiva di entusiasmo e allegria popolare ha trascinato per le strade del rione in un folle carosello migliaia di persone.
«Il pieno, entusiasmante successo che ha coronato la prima “festa a rione darsene”, merita il più caloroso plauso ed il nostro più vivo apprezzamento. L’ammirevole spirito di iniziativa degli organizzatori ma, soprattutto, la spontanea e generosa partecipazione degli abitanti del rione — dove batte il cuore della nostra città — hanno permesso la straordinaria realizzazione di un progetto da lungo tempo allo studio: ricreare nel popolo un nuovo, sincero amore per una manifestazione, come la nostra, nata e sostenuta dal popolo; stimolare la sua presenza fattiva per dare un significato più genuino al nostro carnevale…»
📖 Leggi l’articolo completo trascritto ↓
È difficile, con le parole, dire cosa è accaduto veramente in questo pazzo, pazzo, pazzo sabato al di là del canale Burlamacca, ricreare l’atmosfera di contagiosa allegria che ha trascinato per le strade ballando, cantando, migliaia e migliaia di persone, dalle sei del pomeriggio sino a tarda notte, quando il resto di Viareggio già si addormentava.
Partita quasi dal nulla, da una semplice idea — la padellata e la gara dei balconi addobbati — l’iniziativa è esplosa in mano agli organizzatori. In via Coppino, trasformata per l’occasione in «Avenida do Carnaval», il vecchio carnevale, il carnevale del popolo, dell’operaio, del lavoratore che smette per un giorno la tuta, ha dato una lezione di vita alla grande manifestazione dei viali a mare con gli enormi carri tra cancelli sbarrati.
Sabato i cantieri hanno smesso di pulsare, le sirene dei pescherecci si sono risparmiate per il lungo, festoso grido della sera. Una larga macchia di colore si è spanta in tutte le strade: dai canali alla pineta, dal molo alla vecchia stazione, tutto era un colore, una luminara fantastica. Le barche sul canale colme di luci, la «Rusticana» di Ripa che sfilava per le strade, le orchestrine, i banchetti con pesce, fagioli, porchetta e croccanti hanno fatto sì che la follia generale esplodesse liberamente.
«Uno fra i tanti partecipanti del vostro carnevale, sento di dovervi un sincero ringraziamento per quello che siete stati capaci di fare. Ci sentivamo tutti uguali ed uniti in qualcosa che avevamo perduto da molto tempo: la gioia schietta di ridere.»
Il balcone più folle al n. 249 di via Savi
La classifica ufficiale del 1° Concorso «Facciate e Balconi folli» presieduto dal dott. Ernesto Santoro con Vasco Giannini, Loriano Geri e Arnaldo Galli.
La giuria presieduta dal dott. Ernesto Santoro, con il capitano Francesco Viani, i pittori Vasco Giannini e Loriano Geri, il carrista Arnaldo Galli, il giornalista Luciano Meccheri, Salvatore Bertilotti, Girolamo Tuffoletti e Ulderico Girolami, ha esaminato i 46 balconi e facciate addobbati.
🏆 1° Premio Assoluto (Coppa e Medaglia d’Oro):
Assegnato a Giovanni Venosa (Via Paolo Savi 249).
📋 Visualizza tutti i 10 balconi e negozi premiati ↓
Le 10 Medaglie di Merito (in ordine alfabetico):
- Giovanna Baroni Degli Innocenti — Via Trieste 32
- Ilaria Casagrande — Via Paolo Savi 262
- Miria Cervelli — Via Coppino 165
- Lisandra Consorti — Via Coppino 269
- Salvatore Consorti — Via Trento 10
- Bruno Fagioli — Via Paolo Savi 211
- Franca Lagalla — Via Coppino 243
- Manola Niccolai — Via Paolo Savi 195
- Augusto Piacentini — Via Coppino 74
- Silvio Rosetti — Via Trento 19
Medaglie Speciali Esercizi Commerciali:
- Vetrina «Cornici Vecchia Darsena» (Via Coppino)
- Bar Bistrot (Via Coppino)
«Carnevale a Rio… ne»: più importante dell’Apollo 14!
La celebre nota d’annuncio scritta per il lancio del Baccanale: tra il ciambellone casalingo, il padellone di pesce e l’allunaggio.
«La missione Apollo 14 ha già compiuto felicemente il suo vagabondaggio selenico… ma a noi della Luna e dei suoi nocivi ingredienti non c’interessa affatto. Conclusa la missione Apollo prende il varo dallo scalo “Darsene” la colossale impresa del «Carnevale a Rio… ne»: caso questo assai più importante dell’allunaggio…»
📖 Leggi il proclama completo ↓
«Il Carnevale darsenotto donerà qualcosa di vero, di sinceramente schietto, generoso e buono come il bel ciambellone impasticciato nel forno di casa senza preciso dosaggio né aromi aggrazianti, fra uno sbatacchiare furioso di dozzine di uova che affogano fior di farina, cascatelle di latte fresco e zucchero fino.
Quello che si sta organizzando nel nostro spassoso quartiere ha come scopo fondamentale il ritorno fugace alle cordiali pazzerellate di un tempo, alla voglia matta d’incontrarci e far festa insieme con bocca ridente e cuore in mano.
Processione luminosa di tutte le barche da pesca infioccate e fronzute come abeti natalizi. Pranzo per tutti con pesce vivo affogato nel gran padellone bollente, zuppe marinare e tante pietanze gustose da muover bile all’Artusi e a Lisa Biondi. Donare a piena anima un poco di quel vivere godereccio che cancella dalla mente l’uggia programmata della vita di ogni giorno: «Chi vuol esser lieto sia… di doman non v’è certezza».»
📸 Gli album fotografici rionali dell’edizione 1971 sono in corso di digitalizzazione.
🎯 Il Contesto Storico del 1971
Cosa accadeva a Viareggio, in Italia e nel mondo durante l’anno del debutto rionale:
⚓ A Viareggio & Carnevaldarsena
- 20 febbraio — Debutto ufficiale del Carnevaldarsena in Via Coppino, una sola serata inaugurale, con Danilo Fedeli presidente.
- 20 febbraio — Viene lanciato il 1° concorso dei balconi e facciate folli vinto da Giovanni Venosa (Via P. Savi 249).
- Carnevale 1971 — “Battibecco” di Arnaldo Galli vince la prima categoria dei carri sui Viali a Mare.
🇮🇹 In Italia — Società, Sanremo & Sport
- 24 dicembre — Giovanni Leone viene eletto Presidente della Repubblica.
- Festival di Sanremo 1971 — Nada e Nicola Di Bari vincono con “Il cuore è uno zingaro”.
- Serie A 1970-71 — Scudetto all’Inter guidata da Giovanni Invernizzi.
🌍 Nel Mondo — Grandi Eventi & Scienza
- 5 febbraio — Apollo 14 alluna con successo; Alan Shepard ed Edgar Mitchell compiono la missione lunare citata con ironia nei proclami darsenotti.
- 25 ottobre — Risoluzione 2758 ONU che assegna alla Repubblica Popolare Cinese il seggio alle Nazioni Unite.
- Premio Nobel per la Pace 1971 — Assegnato a Willy Brandt per la sua Ostpolitik.
