Araldica Popolare • Repubblica di Darsena
L’Emblema del Polpo
Da piatto della cucina marinara a simbolo identitario del Baccanale
Il Polpo non nasce come un marchio studiato a tavolino. Prima di finire sulle bandiere, sui giornali, sui costumi e sui manifesti, il polpo finisce in pentola. Ed è proprio da lì che comincia la sua straordinaria storia.
1. Prima del simbolo, la cucina
Quando il Carnevaldarsena debutta ufficialmente la sera del 20 febbraio 1971, la cucina è già uno degli elementi fondamentali della nuova festa rionale. Via Coppino diventa un grande spazio popolare: musica, ballo, maschere, luci e grandi pentole dalle quali vengono serviti piatti di pesce.
Molti anni dopo Danilo Fedeli, primo presidente del Carnevaldarsena, ricordò così quella prima esperienza:
«Con cinque punti ballo ed una cucina a base di fagioli, arselle, muscoli, polpi e vino, scoprimmo gli “ingredienti” per fare un carnevale popolare.»
— Danilo Fedeli, 1° Presidente del Carnevaldarsena
Il polpo, dunque, è presente nella festa fin dall’inizio. Non è ancora un emblema: è uno dei cibi della Darsena, parte di quella cucina di mare che il Rione porta direttamente in strada.
Le testimonianze raccolte negli archivi del Carnevaldarsena fanno risalire l’uso del polpo addirittura alle prove che precedettero la prima edizione ufficiale. Nei ricordi dei protagonisti del 1970 compaiono già fagioli, muscoli e polpo preparati nei primi punti di ristoro organizzati lungo via Coppino.
È questo legame concreto con la cucina a spiegare perché, pochi anni dopo, proprio il polpo venga scelto per rappresentare il Rione.
2. 1973: il Polpo diventa immagine
Il 1973 è l’anno decisivo.
Il Carnevaldarsena è ormai una festa affermata e la Darsena comincia a presentarsi con un’identità ancora più marcata: nasce la definizione di “Repubblica di Darsena”, voluta per sottolineare la particolare autonomia, l’ironia e il senso di appartenenza del quartiere “di là dal molo”.
Nello stesso anno nasce anche il giornale ufficiale del Rione, “Darsena Pop”.
La testata è disegnata dal pittore darsenotto Loriano Geri. Nel disegno compare un polpo mascherato accanto a un grande pentolone: un’immagine che mette insieme, con pochissimi segni, il Carnevale e la cucina.
Le cronache successive la definiscono esplicitamente il logo del Baccanale. Nel volume celebrativo dei vent’anni del Carnevaldarsena, Geri viene ricordato come l’artista che diede vita alla figura del polpo quale “marchio/emblema della Repubblica di Darsena”.
Da quel momento il Polpo non è più soltanto una pietanza. È diventato un’immagine riconoscibile.
3. Una bandiera per la Darsena
Sempre nel 1973 il Comitato organizza fra gli alunni delle scuole del quartiere il concorso “Una bandiera per il Carnevaldarsena”.
La documentazione dell’epoca è precisa: partecipano gli studenti della scuola elementare Darsena e della scuola media Jenco; i disegni vengono esposti in via Trieste e una giuria composta da artisti, scrittori, giornalisti e professionisti deve scegliere quello destinato a diventare il simbolo del Rione.
La ricostruzione storica conservata dal Carnevaldarsena racconta che dal concorso nacque la celebre bandiera con il polpo rosa su fondo verde e inserti gialli.
Mario Bindi, che per molti anni avrebbe impersonato il Polpo della Darsena, ne ha tramandato anche il significato: il verde rappresentava il mare, i quadrati gialli la spiaggia e il polpo era rosa perché rappresentato cotto, esattamente come arrivava nei piatti della festa.
Un dettaglio che dice molto sull’origine del simbolo: non un polpo astratto o araldico, ma il polpo della cucina del Carnevaldarsena.
📌 Una precisazione storica
Il polpo di Loriano Geri e la bandiera nata dal concorso scolastico appartengono alla stessa stagione, ma le fonti li descrivono come due episodi distinti.
Geri realizza nel 1973 la testata di “Darsena Pop” e fissa graficamente il polpo come logo ed emblema della Repubblica di Darsena. Parallelamente il concorso fra i ragazzi delle scuole porta alla bandiera rionale con il polpo rosa.
Le fonti storiche oggi disponibili non permettono di attribuire con certezza il disegno della bandiera a un nome preciso. Per questo la storia del Carnevaldarsena deve conservarla per quello che è documentato: una bandiera nata da un concorso dei ragazzi del quartiere.
4. La Repubblica del Polpo
Negli anni Settanta il simbolo prende rapidamente possesso della festa.
Il polpo compare sulle bottiglie distribuite durante le premiazioni, sulle etichette, sui giornali, sui riconoscimenti e sugli oggetti ufficiali del Rione. Nel 1977, fra i premi del Carnevaldarsena, figurano addirittura un polpo in bronzo, un polpo in legno e un bassorilievo del polpo.
La cucina, intanto, continua a rafforzare l’associazione. Le cronache riportano consumi impressionanti: in una delle edizioni degli anni Settanta vengono serviti venti quintali di polpi lessi; un’altra testimonianza descrive il gigantesco pentolone capace di cuocerne fino a due quintali alla volta. Un articolo dell’epoca lo definisce senza esitazioni “il piatto principale” e contemporaneamente “l’emblema del Carnevaldarsena”.
Il passaggio da cibo a simbolo è ormai compiuto.
Nel febbraio del 1979, perfino l’Unità, raccontando il Rione di Viareggio, usa una definizione significativa: accanto alla “Repubblica di Darsena” compare la formula “Repubblica del Polpo”.
Non era un nome ufficiale. Era però la prova che, meno di dieci anni dopo la nascita della festa, l’identificazione fra Darsena, Carnevaldarsena e Polpo era ormai comprensibile anche fuori dal quartiere.
5. Il Polpo diventa una maschera
A un certo punto il Polpo scende dalla bandiera e comincia a camminare.
Secondo la testimonianza raccolta da Mario Bindi, nei primi anni il simbolo del Rione veniva già rappresentato da una persona con un costume di raso, inizialmente indossato da una donna. La tradizione si interruppe per un periodo.
La maschera tornò protagonista nel 1989: per l’apertura del Carnevale di Viareggio, Burlamacco arrivò dal mare accompagnato da un corteo di maschere. Fra queste c’era anche il Polpo, interpretato da Mario Bindi. Il gruppo partecipò inoltre alla trasmissione televisiva “Pronto, è la Rai”, condotta in quella occasione da Giancarlo Magalli.
Per adattare la maschera al nuovo interprete, Carla Casagrande ideò un costume argentato con le ventose rosa. In seguito ne furono realizzate altre versioni, tra cui una color vinaccia.
Il Polpo divenne così a tutti gli effetti la maschera ufficiale del quartiere, presente alle manifestazioni carnevalesche e nelle trasferte della Darsena a Gambettola, Bastia, Nizza, Milano, Torino e in altre città.
Nel 2011 arrivò un’altra interpretazione del costume, ideata da Susanna Pellegrini ed Eliana Duccini: tonalità dal bianco al viola, scelte ancora una volta richiamando volutamente il colore del polpo lessato. Anche nella sua trasformazione in maschera, dunque, il Polpo non perde mai completamente il rapporto con la cucina dalla quale era nato.
6. Polp Band, Palapolpo e Carnevalpolpettino
Con il passare degli anni il Polpo entra perfino nel vocabolario del Carnevaldarsena.
Nel 1995 un gruppo di amici comincia per scherzo a suonare durante la festa. L’anno successivo l’esperienza si struttura in una vera banda e prende il nome di Polp Band, proprio in omaggio al simbolo della Darsena. La banda accompagna il Carnevaldarsena ai corsi mascherati e nelle trasferte, contribuendo a portare il Polpo oltre i confini del Rione.
Nel 2000, per il trentennale della festa, nasce il Palapolpo, la struttura coperta destinata alla ristorazione e alle cene ufficiali. Nel 2017 la struttura viene profondamente rinnovata con il Palapolpo 2.0, ancora una volta collocato nel cuore della zona delle cucine.
E anche la festa dei bambini prende un nome inevitabile: Carnevalpolpettino.
A quel punto il Polpo non è più soltanto un disegno. È diventato una specie di lingua interna della Darsena: basta aggiungerlo a una parola perché quella cosa diventi immediatamente carnevaldarsenotta.
7. Il ritorno alle origini
Nel 2017, preparando l’edizione successiva del Carnevaldarsena, il Rione decide di recuperare filologicamente la vecchia bandiera.
Viene riproposta la stilizzazione originaria del Polpo, abbandonando alcune modifiche grafiche accumulate negli anni. Anche il verde viene riportato a una tonalità più vicina a quella storica e torna con evidenza la scritta “Repubblica di Darsena”. Non è una nuova identità grafica. È esattamente il contrario: un ritorno alla propria.
Il Polpo continua intanto ad apparire nei manifesti ufficiali: nel 2024, nel manifesto firmato da Alessandro Servetto, è nuovamente protagonista, circondato da riferimenti al mare, alla Darsena e al Carnevale.
Nel manifesto del 2026 di Carlo Lombardi il protagonista principale è invece un pesce, ma sullo sfondo ricompaiono comunque i tentacoli del Polpo. Lo stesso autore ha spiegato che il richiamo al simbolo storico del Rione non poteva mancare.
Dopo più di mezzo secolo, il Polpo può quindi smettere perfino di essere il protagonista dell’immagine: basta un tentacolo per far capire dove siamo.
8. Un simbolo costruito dal tempo
La storia del Polpo del Carnevaldarsena non coincide con la storia di un logo. È una storia molto più lunga e meno ordinata.
Comincia nelle pentole della prima festa. Passa attraverso il disegno di un artista e quello dei bambini del quartiere. Diventa bandiera della Repubblica di Darsena, premio, etichetta, giornale, costume, maschera, banda musicale, luogo dove mangiare e festa dei più piccoli.
Nessuno, nel febbraio del 1971, sembra aver deciso che il polpo avrebbe dovuto rappresentare la Darsena per i decenni successivi.
Le fonti raccontano piuttosto una progressiva sedimentazione: prima il polpo si mangia, poi si disegna, poi si espone, poi si indossa.
Ed è probabilmente questa la ragione per cui ha resistito: non rappresenta qualcosa che è stato inventato per la Darsena. Rappresenta qualcosa che era già della Darsena.
📚 Fonti e Bibliografia
- Chiara Sacchetti, Umberto Guidi, Carnevaldarsena, la storia continua. Le cronache del Baccanale. Viareggio, 1970-2025, Selce Edizioni, Viareggio, 2026, ISBN 9791298615601.
- Chiara Sacchetti, Umberto Guidi, Quarant’anni di là dal molo. La storia del Carnevaldarsena. Viareggio, 1970-2010, Pezzini Editore, Viareggio, 2011.
- Comitato Carnevaldarsena, 20 anni di Carnevaldarsena, a cura di Piero Pagni, realizzato in collaborazione con il Centro Documentario Storico del Comune di Viareggio; raccolta di scritti tratti da Il Tirreno, La Nazione e dal giornale del Carnevaldarsena.
- Il Tirreno, intervista a Danilo Fedeli, 14 febbraio 1988, citata nella ricostruzione storica di Sacchetti e Guidi.
- Sergio Zappelli, l’Unità, 24 febbraio 1979, cronaca del Carnevaldarsena e riferimento alla “Repubblica del Polpo”.
- Il Tirreno, Darsena, ecco le bandiere vintage, 12 gennaio 2018.
- VersiliaToday, Carnevaldarsena, con le nuove bandiere vintage c’è un ritorno alle origini del Polpo, 21 dicembre 2017.
- Archivio e sito ufficiale Carnevaldarsena, pagine storiche del Rione e documentazione delle edizioni recenti.